D.ssa Giovanna Galli
Pittorica Elegia
Alessandro de Magistris, pittore romano formatosi artisticamente nel fervido ambiente di via Margutta - uno dei più stimolanti ed affascinanti della Capitale -, è protagonista di una ricerca espressiva poliedrica, che denota in ogni sua manifestazione l'intensa matrice sentimentale del percorso creativo dell'autore.
È sufficiente un primo rapido sguardo d'insieme sulle opere qui proposte per intuire la varietà e la complessità di tale ricerca espressiva, palesemente orientata sia verso differenti territori tematici che lungo alterne coordinate tecniche e stilistiche. Pur collocandosi nel territorio ben delineato della rappresentazione figurativa, infatti, de Magistris percorre i diversi generi tradizionali - paesaggio, natura morta e figura - senza imporsi alcun vincolo aprioristico per quanto riguarda l'utilizzo della tecnica e del colore, quando prova dunque a non avere voluto (o potuto) "sacrificare", da questo punto di vista, alcuna opzione sperimentativa.
Predilige, è vero, la pittura ad olio, che consente di dilatare i tempi di realizzazione dei dipinti e di affrontare la tela in momenti diversi, accordando la possibilità di riflessioni, interventi, ripensamenti, ma non rinuncia a ricorrere a differenti modi di utilizzo della stessa.
In tal modo ci pare che il pittore ci conceda il piacere di verificare giorno per giorno, dipinto per dipinto la piena realizzabilità della propria ispirazione, facendo di ogni singola opera un'entità a se stante, frutto di un particolare momento ideativo e attuativo, dove anche la forma e non solo il contenuto scaturiscono unicamente dai luoghi profondi della sua interiorità e del suo puro sentire creativo.
Non stupisce allora che accanto a dipinti in cui prevale un cromatico morbido, una pennellata rapida e frammentata, un gioco chiaroscurale e luministico soffuso, se ne trovino altri caratterizzati invece da una più vigorosa impostazione cromatica, da una pennellata più liscia e controllata, da una luminosità più impostata; per questo, del resto, non è facile individuare un unico filo conduttore che colleghi i diversi capitoli della sua narrazione pittorica, se non quello rappresentato dalla profonda vena sentimentale che ne sottende palesemente l'ispirazione e che alimenta, volta per volta, lo slancio espressivo del pittore. Per Alessandro de Magistris l'esercizio artistico costituisce il mezzo principale per esprimere il proprio universo poetico, fatto di amore autentico verso ogni manifestazione della vita, cioè verso gli uomini, verso la natura, verso gli animali.